Onesto: il nuovo album di Michele Mirenna

Onesto. Finalmente

Il 20 febbraio 2020 è finalmente uscito “Onesto”, il secondo album del giovane cantautore paternese Michele Mirenna.

ll titolo dell’album e il voler mantenere il proprio nome di battesimo contribuiscono a dare un’idea di quella che viene considerata la filosofia di questo artista: guardandosi in giro nota “cose” (come dice lui) e non vuole tenere nascosti i pensieri che derivano dalle sue osservazioni.  Per questo motivo, tenta di condividerli con più persone possibili, come se si trovasse su un social network.

Michele Mirenna, autentico fino in fondo

Nonostante in molti gli abbiano più volte consigliato di trovare un nome d’arte, Michele ha ogni volta declinato l’offerta, conscio del fatto che nel settore musicale l’apparenza sia tutto.

Per tutta risposta ha esordito, a 18 anni, con una frase che ha letteralmente spiazzato tutti: “La gente non vuole fenomeni, ma mediocrità fatta bene, così da potercisi rivedere”. Ha così scolpito la convinzione di dover seguire sempre le sue idee, senza cedere alle conformazioni di produttori. Si è così reso la persona che viene descritta nell’album.

Il progetto Onesto

L’intento principale, spiegato anche con il singolo omonimo, è quello di offrire agli ascoltatori una scelta, di liberarli dalle false convinzioni maturate giorno dopo giorno, frutto di ciò che viene loro servito.

Il progetto viene presentato attraverso un videoclip girato all’interno dello studio dove è stato inciso il singolo (il resto dell’album è stato scritto tra Londra e Milano).

L’album è prodotto dal The Attic Studio di Milano. La sua è una denuncia satirica, a tratti aggressiva ma sempre rispettosa, a tutela dell’ascoltatore. Mentre un tempo a quest’ultimo era concesso affezionarsi a un artista e maturare grazie alla purezza della musica e al rispetto nei confronti della comunicazione artista-ascoltatore, ora non è più possibile.

Tutto ciò ha lasciato il posto a eventi occasionali che portano i tanto amati soldi facili.

Tu guarda come deve finire

“Tu guarda come deve finire, come i presunti artisti, sfruttatori della sorte di altri cantanti

O come i puristi, solo musica italiana ma i concerti all’estero per fare soldi

E ancora con le radio, le classifiche, i platino, la nausea, ho quasi il vomito

Deve finire, non sono esagerato, omo sensibile che cerca un pretesto”

È in questi versi che la polemica si fa meno celata. Michele racconta di come ormai le scelte vengano fatte seguendo facili opportunità da cogliere al volo e scie di grandi artisti passati. Nomina anche artisti italiani che, invece di risollevare l’Italia dopo aver intuito il mal andazzo, sono espatriati in luoghi dove le loro melodie erano ben accette. Cose che con i soldi puoi solo comprare. Non di certo scrivere e comporre.

E infine smuove una critica alla metodologia di fruizione del mercato.

Onesto. Una critica costruttiva e fiduciosa

Nonostante la critica e una dura presa di posizione, ciò che più stupisce di “Onesto” è la fiducia riposta dall’artista nei confronti del genere umano. Questa fiducia è accompagnata dalla piena convinzione che questo periodo sia destinato ad autodistruggersi.

Questa idea gli ha portato non poche critiche, alle quali ha sempre saputo rispondere grazie alla sua onestà. Ritiene di essere onesto come pochi artisti sanno fare, accettando pareri discordanti e tremendamente duri nei suoi riguardi, proprio perché quelli renderanno le sue convinzioni ancora più forti.

“Se sei un’artista vero, non hai bisogno di avere un nome famoso, devi essere qualcuno da ammirare per le persone, non per i media”.

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